Clitocybe nebularis (funcia di pampina)
Inserito il 02. lug, 2009 da giuseppe nella categoria I Funghi


La famosa “funcia di Pampina”, famosa perchè un tempo era consumata in abbondanza perchè creduta pienamene commestibile, in realtà presenta tracce di una tossina scoperta abbastanza recentemente denominata Nebularina che, a lungo termine, può causare avvelenamenti in soggetti che per anni hanno consumato il fungo senza aver mai manifestato segni di malessere. Questo perchè il fungo possiede tossine “termostabili” che e, in caso di consumi eccessivi, si accumulano nel fegato che non ha il tempo di smaltirle.
Il nome scientifico del fungo è Clitocybe nebularis, fa parte cioè della stesso genere della più pregiata e sicura Clitocybe geotropa, a funcia campagnola.

Si può facilmente trovare In ogni tipo di bosco, solitamente in file o cerchi, a fine estate e in autunno.
Come riconoscerlo: il cappello è a volte convesso, a volte piano e talvolta depresso al centro di color grigio-bruno. Le lamelle sono abbastanza fitte, strette, separabili, appena decorrenti (cioè non scorrono sul gambo come nel fungo campagnolo) , biancastre da giovani poi più crema giallastre.

Per chi volesse avventurarsi in pratiche masochistiche-culinarie, si consiglia di cuocerli per ameno 30 minuti in locali ventilati assicurandosi di eliminare tutta l’acqua di cottura.









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